Fotocopiatrici Napoli, quella che fa per te

Le fotocopiatrici Napoli sono una risorsa, soprattutto dal momento in cui si voglia effettivamente dotarsi di uno strumento che possa ottimizzare nel concreto tutte quelle attività routinarie che riteniamo ormai superflue perché, appunto, grazie al progresso tecnologico, sono diventate quasi scontate tanto che sono per abitudine giudicate di poco conto. Eppure, quando all’interno non va la stampante, l’efficacia di tutto ciò che riguarda l’ambiente lavorativo viene gravemente compromesso. A parte il fastidio, ogni azione diviene più difficile e per questo, anche i tempi si allungano, comportando non solo un aggravio di compiti e un loro ritardo, ma anche una perdita di tempo del “personale” nell’adempiere alle proprie mansioni.

Fotocopiatrici Napoli, scegli quella che fa per te

Come scegliere allora la giusta fotocopiatrice in base a ciò che sono le tue esigenze? C’è effettivamente bisogno di sapere se da qualche parte c’è il modello più consono per quelle che sono le proprie aspettative. Quello che importa, infatti, è come essere sempre al centro di quella che è la dinamica relazionale tra i clienti e le aziende: il rapporto fiduciario, nella consulenza, nel parere che possono esprimere per venire incontro alle singole esigenze fa infatti la differenza tra imprese serie e rinomate e altre che invece no, non sono adeguate alle proprie aspettative. Bisogna allora informarsi e sapere in che mani affidarsi quando si vuole decidere per delle fotocopiatrici Napoli che siano d’aiuto per ciò che si richiede, in modo tale da poter avere la sicurezza di stare tranquilli rispetto alla convenienza dell’adozione o meno di quello che è il modello che si possono preferire. Importante è quindi affidarsi a professionisti che sappiano consigliere il meglio è che nel tempo siano affidabili e utile al fine di poter scegliere ciò che è più utile per un acquisto o magari un noleggio oculato.

Vino passito pugliese e biscotto cegliese: that’s amore!

I vini dolci sono il piacere segreto di molte persone, per terminare un pasto, per concedersi una pausa relax, per condividere un momento di tenerezza, non c’è niente di meglio che scegliere magari un passito pugliese! I vini passiti possono essere ottenuti dall’appassimento di diversi tipi di uve, il più famoso è senz’altro il Tokaji ungherese, ma anche i profumatissimi sauternes francesi o Trockenbeerenauslese tedeschi non sono da meno. In Italia possiamo trovare il Vin Santo toscano, il moscato di Trani o ancora l’erbaluce di Caluso. Il passito di Pantelleria è invece ottenuto da uve appassite e addizionate poi da una componente alcolica. Non molti sanno che anche il celebre amarone della Valpolicella è un passito rosso secco, ottenuto da uno sbaglio di vinificazione del recioto, un celebre passito rosso veneto.

In Puglia molto celebre è il passito di primitivo di Manduria, vino già dolce naturalmente, ma anche quello di aleatico o di minutolo. Quest’ultimo è un tipo di vino passito pugliese delicato dai sentori fruttati, floreali e mielati, non è molto diffuso anche se i prodotti ottenuti sono di grande pregio. Il più famoso vino passito pugliese è l’IGP Valle d’Itria di Semeraro: Notturno, che è un omaggio alla celebre composizione di Chopin in quanto il vino vuole regalare le stesse note soavi di dolcezza.

Abbinamento con un vino passito pugliese

Si consiglia sempre di abbinare il vino passito pugliese con pasticceria secca, crostate, dolci a base di mandorle o cioccolato. Questa volta vi proponiamo un abbinamento tutto made in Puglia, abbiamo infatti scelto di abbinare il vino passito pugliese Collezione jazzisti, prodotto dall’azienda agricola Mazzone, con un tipico prodotto di pasticceria pugliese fatto a base di mandorle, cioè il biscotto cegliese. Per quanto riguarda il tipico vino passito Pugliese collezione jazzisti, possiamo dire che è ottenuto dall’appassimento in cassette al sole, di uve della varietà Minutolo. Le uve poste in cassette vengono appassite al sole. Dopo più di 15 giorni si procede alla vinificazione e ad una lenta fermentazione in piccoli caratelli di rovere. Si ottiene un vino passito pugliese di 14.5% di volume dal colore giallo dorato intenso e brillante. Al naso si presenta intenso con note floreali e note balsamiche come miele e fiori d’arancio.

L’abbinamento ottenuto per concordanza risulta armonico, esaltando i profumi e la dolcezza di entrambi. La PAI (persistenza aromatica intensa) è molto lunga.

Ricetta del biscotto cegliese

Il biscotto cegliese nel 2010 ha ricevuto il riconoscimento di Presidio Slow Food. Attualmente il Consorzio per la valorizzazione e la tutela del biscotto di Ceglie Messapica, detto anche il “u pesquett” riunisce tre forni in cui viene cotto questo dolce, preparato secondo i dettami della ricetta tradizionale che è stata codificata dopo lunghe comparazioni. Di seguito è possibile trovare la ricetta per prepararli in casa e abbinarli così al vino.

Ingredienti

500 gr di mandorle
150 gr di zucchero
50 gr di miele
2 uova (1 tuorlo – 2 albumi)
scorza di limone e arancia grattugiata
rosolio di limone
marmellata di ciliegie

Procedimento

Pelare le mandorle, tostarle e poi tritarle con lo zucchero ottenendo un impasto grossolano.
Amalgamare gli altri ingredienti aggiungendo solo l’albume del secondo uovo.
Cospargere l’intero impasto con il rosolio di limone.
Dividere l’impasto in quattro parti e da ognuna ricare delle strisce lunghe all’incirca 35 cm e larghe 10-12cm.
Per evitare che si attacchino disporre le strisce già sulla carta da forno che andrà sulla teglia.
Creare un incavo centrale per mettere la marmellata dopodichè ripiegare su se stessi.
Con il coltello fare un incisione in modo da segnare il filoncino in tanti quadretti.
Cuocere a 180° per una ventina di minuti.
Una volta fuori dal forno tagliare i quadretti seguendo l’incisione fatta prima.

E’ facoltativa una lieve glassatura a base di zucchero e cacao (gileppapura).
Gileppatura: sciogliere in 1l di acqua 1.000 gr di zucchero, riscaldare la soluzione a circa 120 °C, fino a farla “filare”.
Raffreddare e poi sbattere energicamente fino a quando la glassa non diventa perfettamente bianca.
Successivamente, si scioglie la glassa a bagnomaria e si aggiunge il cacao (ca 100 gr per ogni chilo di zucchero); sciolto uniformemente il cacao è pronto il gileppo.
Versare i Biscotti cegliesi ottenuti nel tegame fino ad un bagno completo, quindi asciugarli per circa 3-5 minuti.